La pianura si chiama Pamir e per attraversarla ci vogliono 12 giorni ,durante i quali non troverete nulla se non un deserto privo di abitazioni o di qualsiasi cosa verde,tanto che i viaggiatori sono obbligati a portare con se qualsiasi cosa di cui hanno bisogno. La regione è cosi alta e fredda che non vedrete volare neppure un uccello. E devo sottolineare anche che, a causa del gran freddo , il fuoco non brucia in maniera cosi luminosa e che non riscalda come è solito fare normalmente..

Marco Polo , Il Milione

giovedì 7 agosto 2014

Long Day Round

Mercoledì 6 Agosto, Il sole illumina la stanza di hotel di Amasya e questo avviene ben prima che la mia sveglia, posta alle ore 7.20 suoni.
La luce filtra tra le palpebre di Gisella, notoriamente sottili e sensibili.
È lei quindi la prima a svegliarsi oggi. Ed è lei che da il buongiorno con un tonante " certo che sto megafono della moschea potevano anche non piazzarcelo di fronte alla finestra...." 
Eh si, non è stata una notte serena infatti. Sino a tardi la musica delle auto transitanti nella stretta viuzza antistante la camera di hotel ci ha reso il sonno impossibile. Poi ad un tratto quando il silenzio si era fatto strada nella buia notte del centro Turchia, uno stonatissimo richiamo alla preghiera, echeggiante da un megafono posto a soli 5 metri dalla nostra finestra appena socchiusa ha lanciato verso il cielo le sue urla mistiche " iiieeeeeaaaaaauuuuuuuuuuuuuuuuu........ecc ecc ecc "
Ci alziamo già stanchi, gli occhi segnati e il viso provato.
Gisella si sorseggia il primo Cay della giornata, ovvero il te turco.
Io la prima Red Bull, acquistata il giorno prima in chissà quale frigorifero di chissà quale distributore.
Carichiamo la moto e con il sole a scaldare l'aria, mi dico " dai, sarà una gran giornata "
Ricordo infatti le strade che ci porteranno ad est, verso il confine con l'Iran, le ho percorse solo 12 mesi or sono e so che mi rapiranno gli occhi nonostante siano un po' dissestate.
Partiamo presto e l'aria frizzante di Amasya ci saluta.
Imbocco la D100 che taglia in due la Turchia, per il suo verso orizzontale, sino a morire sotto il monte Ararat al confine con l'Iran.
Abbiamo tanti km davanti, ma siamo qui per questo e desideriamo farlo con la giusta consapevolezza di chi si muove non per dovere bensì per piacere.
Adotto quindi una andatura che Gisella definisce da " moto turista" a lei tanto cara ovvero, mite, dolce, a tratti noisa, ma costante.
Imposto il mio polso sui 110 km/h pur consapevole di essere sopra i limiti, ma una certa dose di esperienza mi porta a pensare che non avrò problemi a ridurre la velocità nel caso vedessi da lontano i famigerati e frequenti posti di blocco.
Peccato che anche loro abbiano fatto esperienza.....
Peccato che adesso non usino più auto della polizia e divise visibili da lontano.....
Abbiamo percorso appena 87 km dalla partenza e in lontananza scorgo un uomo in mezzo alla carreggiata, vestito con una comunissima camicia tendente al rosa e un paio di jeans, agitare la mano per indicarmi di accostare.
Abituati alle false richieste di aiuto di pseudo automobilisti in panne, in particolare in certe zone del pianeta, Gisella con calma e autorevolezza esperta mi dice " non fermarti, schivalo e prosegui" mentre però mi accingo a prendere la mira nel cercare di sfilare l'uomo e procedere, noto sul ciglio della strada un auto, con un altro uomo all'interno, armato e dotato di sistemi che, solo dopo capirò essere nati per registrare la velocità dei veicoli in arrivo.
Mi appendo ai freni, attacco la freccia e mi fermo.
Polizia..............
Era la polizia...........
Le orecchie mi si abbassano come un cagnolino che ha fatto la cacca sul tappeto della cucina pur sapendo che non è cosa....
Il tipo mi si avvicina, mi saluta con un sorriso di quelli che già fanno intendere come sarebbe andata la discussione. Mi chiede libretto, patente, anno di nascita, nome di mia madre, di mio padre, numero di telaio della moto e poi, come se nulla fosse, mi lascia in mano il verbale.....
172 Lire Turche.....questo devo al governo Turco prima di uscire dal confine.
Fisso il verbale, fisso loro, e ad un tratto la domanda sorge......perché ?
Mi spiegano che il limite era di 90 km/h, considerando un 10% di tolleranza avrebbero accettato se io fossi transitato ai 99......peccato che io andassi ai 107.....
Quindi scatta l'approccio all'italiana......
Ecchessara'mai.......per 7 km in più ........?
Parto con profondo sorrisi e sigari di circostanza, ma a breve mi rendo conto di aver incontrato due poliziotti veri, di quelli che vorrei avere sulle mie strade tutti i giorni.
Mi prendo il verbale, lo depongo nel portafoglio, stringo la mano ai due miei nuovi amici, e li saluto.
Riparto con 172 Lire Turche in meno, un ora di ritardo sulla tabella di marcia ma sopratutto con la consapevolezza di aver davanti 800 km da percorrere ai 99 km/h.......
Entro quindi in quella fase di catalessi maratonetica che pare essere l'unica soluzione per riuscire a procedere per così tanto tempo senza cedere alle tentazioni del demonio chiamato relax.
Tentazioni che spesso si presentano di fronte a noi in forme differenti, un dehors di un bar, all'ombra, con pubblicità di bibite fresche. Una zuppa calda nelle giornate di pioggia, un splendido hotel posto sulla strada oppure ancora le luci di un ristorante tipico, con tavolini posti all'ombra di una pianta e come piatto tipico la Pide, ovvero una sorta di pizza Turca.
L'immensa ed eterna giornata di oggi è passata su un costante sottofondo vocale di Gisella che mi ripeteva......questa sera mangio la Pide visto che mi fai pure saltare pranzo.
Eh si, devo ammettere che le sto chiedendo forse troppo, va bene resistere al demonio, va bene ripetersi continuamente " volli, sempre volli, fortissimamente volli"  ( lezione che mia mamma mi raccontava da piccolo quando non riuscivo a stare fermo per studiare ), va bene tutto dicevo, ma far saltare pranzo e per di più la Pide, credo davvero sia una atto di crudeltà assoluta.
Se a questo si aggiunge la ridotta velocità, viene da se che il pisolo pomeridiano può colpire chiunque.
Sarà per questo che ad un tratto sento dall'interfono Gisella che mi sussurra " faccio 5 minuti di nanna"......
Si ancora con la mano destra sotto la mia giacca, si avvicina a me al fine di avere una maggior superficie di appoggio e poi parte.....
In pochi secondi sento la sua mano divenire pesante, le sue gambe scivolarmi lungo le cosce e il casco, sotto il peso della testa priva di controllo, sbatte contro il mio !!
Gisella di soprassalto si sveglia, quasi spaventata.
Stavo dormendo.....
Fermati ho bisogno di una tappa.
Così faccio non appena raggiungo un'area di servizio.
Lei scende, entra nel bar ed esce con una bottiglia di bibita locale energizzante.
Il colore è rosso scuro, sembra uno sciroppo di more.
Lei lo stappa, lo porta alla bocca, ne ingurgita un primo sorso per poi aprire gli occhi come se avesse bevuto petrolio.
Assaggia ! Esclama.....
Senza occhiali fatico a leggere di cosa si tratti, e  comunque sia, anche con gli occhiali il turco mi è poco chiaro....
Lo assaggio e la sensazione è quella di aver bevuto acqua di mare.
Lei ride e mi chiede se mi sia piaciuto.
Ma cos'è sta brodaglia ? Chiedo io ...
Si tratta di succo di carote...nere......fermentate......con sale ....!
Dopodichè si mette a ridere.......
In realtà quella brodaglia molto assomiglia al latte salato, bibita tipica Iraniana, molto utile per la reidratazione del fisico, molto poco piacevole al gusto.
Con la lingua rattrappita che sembra una foglia di betulla a fine ottobre, ripartiamo, ci mancano ancora tanti km prima del nostro obiettivo, il monte Ararat, confine con Iran.

Arriviamo che è buio, la pioggia e le nuvole basse impedisco di scorgerne la vetta posta a più di 5000 metri.
Abbiamo percorso più di 3000 km da quando siamo partiti,iniziamo ad essere lontani e forse ora sentiamo davvero di essere in viaggio.
Domani attraverseremo il confine, perderemo un'altra ora e mezza allontanandoci quindi di 2.5h da quella che è per voi in Italia.
Gisella si dovrà nuovamente vestire da Jasmine a causa delle leggi Iraniane.
Con buone probabilità non potremo aggiornare il blog, in Iran è vietato.
Ma forse neppure stasera potremo, siamo troppo vicini al confine.
Saremo forse soli quindi ?
No, per nulla ! Ci sarà sempre un pensiero a seguirci, qualcosa che infrange le distanza, supera i limiti e non prende multe.
Ci sarete voi, con tutto quel calore che anche a distanza sapete trasmettere, per questo vi diciamo grazie sin d'ora.

Turchia, Dogubeyazit confine con Iran, 827 km odierni
Temperatura minima 16.8 gradi centigradi
Temperatura massima nella norma
Altitudine massima 2210 m.s.l.m.
Velocità media 96 km/h
Velocità massima.......107 km/h......documentata...!!!

La fame, il caldo, la stanchezza, il freddo.....certo.......ci piegano.
Ma noi sappiamo che solo un giorno, voltando il capo e scrutando quanto superato, potremo dire di essere ! Sino a quel giorno, tutto il resto è solo apparire.......e a noi non interessa !

Quando sarà, quando si potrà.....torneremo ad aggiornare il blog.
Sino a quel giorno, prometto, io scriverò, Gisella scatterà foto e tutte le sere dedicheremo a voi quei pensieri che pur essendo nostri desideriamo condividere.

Ultima nota.......Gisella è incazzata.........il ristorante dove ceniamo .......non fa la Pide !!!!!

Passo e chiudo.






martedì 5 agosto 2014

Luci di Sultani

Perché mai abbiamo questo desiderio spasmodico di muoverci, viaggiare ed osservare ?
Spesso me lo chiedo anche io.
Tutto sommato non è facile ricondurre le nostre vacanze a qualcosa che si possa definire relax.
Ma quando arriva la sera e magari sei ad Amasya, basta fissare un punto, uno qualsiasi, per scoprire che sei la dove, inconsapevolmente, vorresti essere.
Essendo spostati verso Est, la notte ci avvolge prima di quanto ci si aspettasse.
Già ....la notte, quel maledetto 50% di vita persa inutilmente se non per poter vivere il restante 50 un po' più riposati.
Oggi però è bello che ci sia......
Siamo seduti lungo le rive del fiume che attraversa Amasya da secoli. 
L'acqua scorre lentamente mentre alcuni pescatori lanciano lenze nella speranza di sentirle tendere nelle loro mani.
Le case a graticcio si specchiano sulle acque un po' torbide del fiume e come d'incanto, la storia si illumina.
Nella roccia delle montagne che sovrastano Amasya si trovano, intatte, le tombe di alcuni Sultani del regno Ottomano. Luci colorate ne enfatizzano la presenza lanciando nel vuoto buio e scuro della notte quei riflessi che attirano i nostri occhi.
Un misto fra sacro e profano, un modo per non dimenticare chi ha segnato la storia di questi luoghi.
Un modo,per noi, di sentirla ancora viva quella storia.
Non sono mai stato particolarmente attratto da ciò che l'uomo sia riuscito a compiere.
Purtroppo, spesso sono costretto a scoprire cosa l'uomo sia invece riuscito a distruggere, inquinare, modificare o estinguere.
Ma non posso, non voglio e non devo, dimenticare le ragioni grazie alle quali io sono qui ora.
Si tratta di una serie di coincidenze concatenate l'una all'altra. Fortuite alcune, desiderate altre, che messe tutte insieme si chiamano......storia !
Siamo qui ora, insieme a mille altri volti che osservano le luci dei Sultani.
Ognuno di noi ha una storia. 
Ogni storia andrebbe ascoltata perché tutte sanno di bello, tutte saprebbero togliere il fiato.
Immagino quindi quali storie avrebbe da raccontare il sultano con il turbante raffigurato con un busto in rame posto a guardia delle tombe.
Mi piacerebbe poterlo far rivivere, sedermi dinnanzi e ascoltarlo mentre mi racconta delle mille scorribande, di come da piccolo inizio a cavalcare, degli amori, delle conquiste e delle sconfitte.
Oh si, bello sarebbe possedere il potere di ascoltare.
Cosa questa sempre più rara.
Mi concentro ed ascolto quindi il silenzio rotto solo dal rumoreggiare del fiume e dal canto echeggiante della chiamata alla preghiera Islamica.
Immagino di essere li, con il mio cavallo di ferro, fiero di essere arrivato anche oggi.
Incontrando il sultano con il suo mantello, viso arso dal sole e mani ruvide.
Immagino in qualche misura la sua bravura nel cavalcare quel destriero alto ed imponente, quasi imbizzarrito.
Le sue traversate dell'intero Impero, sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente.
Le lunghe distanze percorse con le rare e brevi tappe per rifornirsi e dissetarsi.
Magari anche il sultano fumava......... D'altronde il detto " fuma come un Turco " è vecchio di secoli.
Magari anche lui, alla sera avrebbe desiderato lasciare traccia del proprio vivere giornaliero mediante uno scritto.
E chissà, magari anche al sultano, dopo 830 km in sella duoleva il fondoschiena......
Mi chiedo quindi se anche io, tutto sommato, oggi non possa sentirmi un po' Sultano.......
Un piccolo, insignificante cavaliere a bordo del mio cavallo alto e a volte imbizzarrito.

Mi disseto con un te, aspiro forte il fumo del sigaro, lo espello verso il cielo nero illuminato solo dalle luci delle tombe, e chinando il capo in segno di rispetto, lo saluto.......ciao collega !

Turchia, Amasya, 830 km
Temperatura massima ( nella norma )
Temperatura minima 17.5
Circa 350 km sotto pioggia battente
Umore: 100 % .....come si addice ad un sultano.

Domani sarà un altra giornata importante, come tutte quelle vissute sin d'ora e tutte quella che ancora avrò la fortuna di chiudere.
Si punta sempre più a Est, la dove il mondo, un tempo, si areno' sulla cima di un monte per salvarsi dall'alluvione più imponente di sempre, il diluvio universale.
Parcheggierò il mio cavallo nuovamente ai piedi del monte Ararat, dove si narra, Noè attraccò l'arca.
Vista la pioggia di oggi, tutto sommato, non potevamo scegliere destinazione migliore.

A domani ragazzi,
Si torna in sella, si torna a galoppare, laggiù verso quell'orizzonte che non vuole mai farsi raggiungere, verso quel sole che sorge sempre senza mai sentire la fatica.
Lo fa tutti i giorni, solo ed esclusivamente per noi, solo per chi ne sa apprezzare la presenza, il calore e la vita.
Passerà questa notte, passerà e fra poco, oggi sarà domani.

Buona notte




lunedì 4 agosto 2014

Half Moon

E' mattino presto e la voglia di iniziare a macinare km è tanta.
La cabina del traghetto che ci sta portando in Grecia, da dove realmente, inizia il vero viaggio pare una gabbia claustrofobica.
Non resito più, e nonostante lo sbarco sia previsto per le 9.30 ora Greca ( 1 ora avanti rispetto l'Italia ) alle 7.00, quindi alle 6 ora di Trana ...ho già in mano il primo caffè ed il primo sigaro di quella che sarà una lunga giornata.
Lo sorseggio sul ponte esterno del traghetto, mentre Gisella, ancora abbracciata al cuscino, attende in camera la tazza di te che a breve le porterò.
Scendo i tre piani che separano il bar esterno dal ponte 8, dove abbiamo la cabina. Lo faccio saltando i gradini a due a due e versandomi buona parte del te di Gisella tanta è la voglia di partire e andare.
Ma dove se prima quell'ammasso di ferro trabordante di vite umane non si ferma ?
Ci prepariamo ed usciamo sul ponte in attesa della voce che, crediamo da li a poco, ci informerà dell'imminente sbarco.
Passano i secondi, che diventano minuti e poi ore tanto da sembrare secoli.....
Solo alle 12, ora Greca, finalmente la nave attracca e vomita fuori dai suoi intestini ferrosi il contenuto.
Noi ne usciamo come un getto impulsivo, schizziamo via verso direzione est.
Abbiamo in previsione l'attraversamento della Grecia, l'ingresso in Turchia ed un primo avvicinamento ad Istanbul.
Questo era nei piani, e nonostante non fosse invece nei piani il ritardo di più di due ore accumulato dalla nave......noi ci riusciremo.
Le strade della Grecia, salvo attirarti verso il mare come un magnete attrae gli oggetti ferrosi, scorrono e lasciano scorrere.
Mi sembrava di volare oggi quando sentivo il rombo della moto che spingeva.
Oggi il caldo è soffocante scioglie i grassi trasformandoli in sudore che, lentamente come rigoli d'acqua, scendono negli occhi arrossandoli per poi infilarsi sotto il mento e incontrare nuovi affluenti lungo il petto sino poi a sfociare nelle mutande che ora giacciono stese sulla finestra del nostro hotel.
Volavamo, e così è stato per volontà divina e per nostro desiderio sino alla frontiera Turca.
La solita oretta di attesa, le solite pratiche da sbrigare, i soliti sorrisi di circostanza ma....basta regalare sigari.......quelli li terrò per le prossime tappe. 
Entriamo in Turchia e rimangono ancora un centinaio di km da percorrere.
Il sole scende alle nostre spalle e mi viene in mente un momento difficile della nostra vita, in Siberia, ma a dire il vero non ne voglio parlare.....lo tengo per me.
La notte sale mentre la luce del giorno si spegne.
Arriviamo all'hotel, parcheggio la moto, alzo lo sguardo verso il cielo e vedo ciò che tutti, possono ora vedere, quella mezza luna, che oltre ad essere la bandiera della Turchia è anche uno dei modi, da secoli, utilizzato per triangolare un pensiero sulle persone a cui vuoi bene ma per qualche ragione sono lontane.
In tempi moderni, qualcuno potrebbe farmi notare che è lo stesso modo con cui ci si trasmette informazioni triangolando su un satellite, il quale posto in cielo, consente ad un qualcosa di raggiungere un punto lontano della terra rispetto a chi, quel qualcosa lo ha inviato.
Io quindi rispondo......questo lo si fa da millenni.....da quando l'uomo ha sentito il desiderio di mandare un pensiero ad una persona lontana......
Bella la luna. 
Bello poterla fissare e pensare che qualcuno, magari nello stesso istante possa vederla.
Bella anche se solo metà........come la sto vedendo io ora......riflessa sulla bandiera sventolante del luogo che ora ci ospita.....

Turchia, Tekirdag, circa a 100 km a ovest di Istanbul
Tappa di trasferimento, 777 km
Temperatura massima: 38.5 ^Centigradi
Fuso orario : + 1 rispetto Trana ( dov'è Trana ?????? Vi chiederete ....?? Il centro del mio mondo !!! Ecco dov'è !!! )


Domani si riparte, 
Non smettete di seguirci, noi saremo sotto lo stesso cielo che da li a qualche ora vedrete voi.
Lo guarderemo, lo osserveremo al fine di potervelo raccontare !

Buona notte


domenica 3 agosto 2014

Bye bye Italia

Italiani, popolo di viaggiatori, conquistatori, inventori, artisti, pittori......
Lo siamo stati e continuiamo ad esserlo, magari in forma moderna, attualizzata ai nuovi tempi, ma siamo sempre noi....
Viaggiamo: tutti insieme, tutti accalcatati verso quell'unica meta in quell'unico periodo dell'anno.
Iniziamo a conoscere chi sarà il nostro vicino di ombrellone sin dai primi km in tangenziale. Faremo l'intero viaggio condividendo sguardi, d'apprima di paziente superficialità, per poi sfociare in atteggiamenti aggressivi, accigliati. Sino poi a convertirsi in linguaggi che da regione in regione cambiano pur dando tutti lo stesso significato ( che per ragioni di pudore non cito )
Conquistiamo: quel poco spazio che c'è, sia questo in coda per un caffè all'autogrill, sia questo un parcheggio, sia uno striminzito spazio in autostrada dove conficcare la propria auto al fine di arrivare un minuto prima del, vicino di corsia, a destinazione dopo migliaia di km.
Inventori: Leonardo ne fu precursore, inventò mille cose, fra questi il paracadute e l'elicottero. Ma al confronto di chi approfittando della ressa in autogrill, si disseta prendendo bottiglie nel frigorifero self service senza pagare, per poi chiedere ad alta voce " qualcuno vuole qualcosa o possiamo uscire ? " Leonardo appunto, pare un dilettante.
Artisti e pittori, li cito insieme. Siamo grandi davvero, riusciamo a dipingere trame intense di luci e colori, tutte insieme allineate da nord a sud ad inizio agosto per poi mutare di colore, diventando da rosse a gialle e da sud a nord a fine vacanza.

Ebbene si, Gisella ed io siamo usciti indenni dal tratto di strada più pericoloso del viaggio !! " ma.......sono già arrivati sugli impervi sterrati della Pamir Highway a 4655 metri ?" No,no.......siamo riusciti ad arrivare ad Ancona ........il primo weekend ( etichettato bollino nero ) di agosto.
Ora si che posso dire di essere un viaggiatore.
Siamo a bordo del traghetto che ci condurrà in Grecia, a Igoumenitsa, e come di consueto mi piace assaporare quanto la relatività delle cose cambi in funzione dell'ambiente in cui ci si trova.
Nel deserto, la cosa più importante è l'acqua. Al polo nord, credo, il fuoco. Nella nostra vita quotidiana invece, sono i soldi, il lavoro, la TV 38 pollici ed un divano comodo.
In traghetto.......un sedia !
Generalmente ci sono 200 sedie per migliaia di "traghettati" ....
Ti accorgi solo dopo di quanto questo sia un bene prezioso.
Ne riconosci il valore quando vedi gente che si sposta portando con se un sedia conquistata con chissà quale stratagemma.
Se ne hai una......dimenticati di aver fame, di dover far pipì, non osare nemmeno alzarti per sgranchirti le gambe.....potresti ritrovarti senza.
Inventiamo, improvvisiamo, creiamo......
Fortuna che la parte difficile del viaggio e' ormai alle spalle.........da domani sarà tutto più facile........
Si inizia a galoppare !
Domani, attraversamento della Grecia ed ingresso nella tanto amata Turchia !!
Ci si vede ragazzi.
Se anche voi siete usciti indenni dall'estro diabolico dell'Italia in coda.......seguiteci, noi puntiamo lassù,
Lassù dove, nel silenzio del nulla, sentirò finalmente di essere partito.


mercoledì 30 luglio 2014

Alone it’s better

Secondo molti, un viaggio ha inizio solo nell’istante in cui ci si mette realmente in movimento. 
Non sempre ! A volte il viaggio inizia mesi prima. 
Quando in una sera d’inverno, spegnendo la luce che impedisce alla mente di volare, inizi a chiederti quale sogno vorresti realizzare, quale aria vorresti respirare, o semplicemente quale terra vorresti calpestare. Ad un tratto la mente sorvola confini lontani e velocemente scivola lungo la superfice liscia di una carta geografica ormai stampata nella mente, raggiunge un luogo, ci si sofferma ed infine spunta un sorriso. Gli occhi si riaprono, il cuore batte forte ed è qui che inizia il viaggio. 
Peccato che nella realtà non sia poi così semplice sorvolare i confini come invece ci si riesce con la mente. Già……..servono i visti, i documenti e le impronte digitali ( alle quali darò spazio più avanti ). Abbiamo atteso molto per scrivere questo post, abbiamo atteso che i passaporti rientrassero nelle nostre mani dopo un viaggio lungo tre mesi attraverso svariati consolati sparsi in mezza europa, agenzie le quali si fregiano di mille capacità nell’aggirare difficoltà burocratiche per poi scoprire che sono solo bravissimi nell’addebitare costi astronomici. 
In questi mesi dedicati all’inseguimento dei passaporti ed i relativi visti, Gisella si è prodigata nell’avere cura di accudire con atteggiamenti di grande cortesia i vari impiegati dei mille uffici coinvolti. Telefonate condite con frasi tipo “ buona sera gentilissimo Antonio, volevo gentilmente sapere se cortesemente potesse darmi qualche informazione su dove possano essere i nostri passaporti “ oppure “ buongiorno signorina Marta, la ringrazio molto in anticipo se potesse …..bla bla…” per poi chiudere la telefonata con la solita frase che ormai riecheggia in casa “ sti stronzi !!” Ma ora ci siamo. I passaporti sono rientrati e possiamo finalmente parlare di quella che sarà la via che seguiremo. 
Partiremo sabato, direzione Bologna…....tappa enogastronomica a base di gnocco, tigelle e Lambrusco. Credo che nel documentarsi sulla Lonly Planet Gisella abbia intuito la gran fame che patiremo nei giorni a seguire. 
Raggiungeremo la Grecia da Ancona, attraverseremo nuvamente la Turchia per andare a trovare il mio amico cameriere ai piedi del monte Ararat. 
Entreremo in Iran, questa volta tenendoci alti sopra Teheran per raggiungere il confine Turkmeno, posticino che già dalle prime avvisaglie si preannuncia……..simpatico. Saremo obbligati a viaggiare seguendo una sorta di scorta. Un tipo che già sappiamo non parla Inglese ma ci guiderà per 3 giorni attraverso il territorio. Perché 3 giorni vi chiederete …… anche noi ce lo chiediamo……infatti pensavamo di percorrere la distanza in solo 2 giorni ma a quanto pare quando entri in Turkmenistan non sei più tu a decidere……. La sera c’è il coprifuoco, gli hotel sono pochi e non credo molto piacevoli. Considerando che, tra l’altro, tutte le stanze sono microfonate e sei controllato anche su cosa dici, occorrerà mantenere una calma olimpica, una dialettica controllata evitando di lasciarsi andare ad esternazioni critiche………….. 
Finalmente raggiungeremo il Tajikistan e da li saliremo sulla Pamir Highway, meta del nostro viaggio, immagine del sogno di quella notte d’inverno. Saliremo su, lassù dove il cielo è blu e qual poco di ossigeno che c’è sarà solo per noi. Saliremo a 4655 metri sul livello del mare. Oggi parlando di questo con un amico, questi mi chiedeva “ e come si sta a quell’altezza, come andrà la moto, come farete a dormire ?”…………. Non ho risposte, e soprattutto non desidero averle ora ! 
quello che so è che lassù vedrò cose che non ho mai visto, sentirò quel vento che non ha mai soffiato per me altrove. Vedrò le cime di montagne alte 7000 metri, sarò parte del cielo e mi solleverò in punta di piedi, allungando le mani per toccarlo, per volare, ma terrò comunque ben saldi i piedi in terrà perché il viaggio continua. 
Scenderemo in Kyrgikstan,poi l'Uzbekistan e da li torneremo a casa……….perchè poi alla fine, per come sono fatto io, parto anche per il piacere di tornare……..sino a quando qualcuno lo vorrà. 
Scriveremo ogni giorno, ma non potremo aggiornare il blog ogni giorno. In Iran è vietato e credo anche in Turkmenistan. Spariremo dal mondo, salvo la traccia trasmessa dal nostro emettitore GPS visibile sul nostro sito. Spariremo si, ma non per quelli a cui vogliamo bene. Non è, e non sarà mai la distanza ad affievolire un rapporto. 
Parto con mille pensieri che porto con me. Con mille volti, parole, sorrisi, lacrime e sguardi di persone a me care. Prometto di tenerli chiusi e custoditi come diamanti sino a quando sarò lassù, e solo allora li libererò a quel vento che, soffiando forte, li porterà lontano……….senza confini, visti, passaporti, impronte digitali, scorte e gli amici “stronzi” delle agenzie di Gisella. 
Pronti a partire quindi, come auguro a voi tutti. 
Ma l’augurio più grande che mi viene dal cuore è quello di non smettere mai di sognare ad occhi aperti ! perché a volte si avverano, perché chi non sogna invecchia prima, perché ci si sente ricchi, pronti a tutto, perché come mi ha insegnato una piccola principessa nell’ultimo anno, nulla può farci smettere di sognare anche quando pensi di mollare tutto. 
Mai mollare, mai arrendersi, il mondo gira e noi con lui ma non voglio limitarmi ad essere da lui trasportato, quello accadrà solo un giorno………..ma sino a quel momento io girerò più forte ! Seguiteci, ci sentiremo meno soli………….anche se poi alone it’s better 


mercoledì 23 luglio 2014

Testa a Testa

Mancano meno di due settimane alla partenza, sono diretto a Napoli per lavoro e mentre gli occhi osservano lo scorrere delle regioni Italiane, la mente analizza quanto già fatto sin d'ora e quanto ancora manca all'appello per poter finalmente dire......siamo pronti.
L'assillo di dimenticare qualcosa è sempre presente, ed immancabilmente ci sono cosa che vengono in mente esattamente quando non puoi occupartene.
Notoriamente il gabinetto è un luogo meditativo di forti ispirazioni, così le lunghe riunioni alle quali partecipo, guardando negli occhi il mio interlocutore ed intanto pensando " ah già, devo sistemare la chiave delle candele sotto la sella....appena sarò a casa lo devo fare".
Peccato che mentre in quell'istante la mente sia completamente proiettata a fissare il concetto della chiave delle candele, nel rientrare a casa, come un tarlo, un buco nero si insinua nel cervello. Ci pensi, ci ripensi, non ci dormi, fissi alcuni punti fissi della casa per cercare uno spunto nel ricordare, nulla....
Riprendendo quasi del tutto il titolo di un famoso film "sotto il cranio...niente "
Gisella ed io siamo terrorizzati dal rischio di dimenticarci qualcosa di importante.
D'altronde, per l'ultimo viaggio in West Sahara, non ho forse lasciato a casa l'intero kit di riparazione delle gomme ?
Ecccccchesara' mai......? In compenso però ci siamo ricordati di portare le ciabatte ....
Quindi, quest'anno, stimolati dalla nostra continua ed inesorabile maturazione...... ( la metto così perché se pronuncio la parola "invecchiare" Gisella si incazza ), abbia studiato un metodo !
Un modo infallibile di mantenere vigile e attenta la nostra materia grigia.
Si tratta di una derivazione tecnologica a ritroso del famoso concetto di computer: Due fogli di carta appesi alla porta di casa !!!!
Uno è di Gisella, l'altro mio.
La regola è semplice! ogni volta che ci viene in mente qualcosa, che si sia seduti sulla tazza del cesso, in riunione a Napoli, o chissà dove, uno dei due aggiunge il nuovo pensiero al foglio di propria competenza. 
Ovviamente, la regola richiede anche che poco alla volta questi promemoria diventino realtà e solo successivamente cancellati.
Le due liste sono partite insieme, ed anche le voci in esse inserite avevano all'incirca lo stesso numero.
Poi, stranamente, la mia ha iniziato a crescere.
Nei rari rientri a casa dalle mie varie trasferte, mi colpisce la lunga fila di voci che, onestamente, non ricordavo.
Mi avvicino alla porta, indosso gli occhiali, guardo bene e riconosco una calligrafia che non è la mia....
Guardo Gisella, la quale senza attendere la domanda, inarcando le sopracciglia come un bimbo sorpreso a fare una marachella, dice " eh va beh.....le mie sono più difficili delle tue".
Sfruttando quindi il principio che cita, non è la quantità ma la qualità .....ha autonomamente deciso di affidare a me pensieri suoi.
A dire la verità ha ragione.
L'occuparsi di tutti i visti, i documenti e tutte quelle cose che per uno come me risultano essere argomenti da extraterrestri, deve essere stato davvero difficile.
Ogni qualvolta uno di questi va in porto, con grande soddisfazione mista a cattiveria, Gisella si accanisce sul foglio e utilizzando una penna come fosse un coltello con il quale colpire, cancella la voce in oggetto.
Ormai è come fosse una gara fra lei e me a chi termina prima la lista, un vero e proprio testa a testa.
Ed oggi per Gisella è un gran giorno in quanto questa sera potrà cancellare la voce relativa al Carnet de Passage !!!!
Mitica !!! Nonostante i problemi sorti dopo il cambio di moto, non si è data per vinta ed ha ricominciato tutto il processo, lungo, complesso ed in qualche misura costoso.
Ora mi trovo in svantaggio io, direte voi ?
Già ......sarebbe andata così in effetti.......se.....
..........ma secondo voi, la chiave delle candele.......in che lista è finita ??

Ahahahahah
Il testa a testa continua !!

Ciao
Gianni





lunedì 7 luglio 2014

2505600 secondi alla partenza

Respiriamo in media una volta ogni tre secondi, questo significa che ci mancano 835200 respiri prima che la chiave ruoti, il cruscotto della moto si illumini, il motore inizi a rombare e Gisella mi dica......ok, puoi andare.
Manca poco, volerà questo tempo come sempre accade.
Ci sveglieremo con i soliti, costanti, infiniti mille dubbi, le consuete incertezze, l'agitazione di aver scordato qualcosa.
L'unica cosa che non scordo mai di portare via, anche se invece magari altri credono io ci riesca, è la paura.
Paura di cosa poi ?
In fin dei conti non dovrei averne. Ma sono fatto di carne e credo che non esista al mondo essere umano in grado di definirsi tale senza che lui stesso abbia, magari ben nascosta, una piccola dose di paura.
Il coraggio più grande infatti, sta nel superarle, non nel non averle !
Se così è ......allora sono coraggioso.
Manca poco, ed avendo dovuto modificare i nostri piani, ridefinendo alcune cose di poco conto, come ad esempio la moto che ci condurrà lassù dove l'aria ci costringerà a respirare in media una sola volta al secondo, visto la pochezza di ossigeno che contiene, ci siamo dedicati ad un po' di sano, rilassante e utilissimo shopping.
Ma per farlo.....non siamo andati all'outlet come magari molti possono pensare, bensì al BMW Biker Meeting di Garmish.
Si radunano circa 40000 moto ogni anno. Gente da tutte le parti del mondo, viaggiatori come noi, appassionati, semplici amanti delle due ruote bavaresi e facoltosi imprenditori che non sapendo come spendere i 20000 euro guadagnati nell'ultimo mese decidono di acquistare una moto, un capo di abbigliamento, un casco in carbonio per poi esibirsi in tutta la loro riluttante italianità.
Noi siamo lì per altro.
Ci servono alcuni accessori per la nostra Alba, si, la nostra BMW alla quale abbiamo dato il norme che appartiene al momento più bello di ogni giornata, l'alba appunto.
Non mancano i consueti fiumi di birra, amici con i quali condividerne un boccale, le donne tedesche alte e possenti che al confronto io sembro un bambino e poi loro, gli uomini.
Mi piace la mentalità del tedesco. Mi piace il loro modo di vivere secondo delle regole rigide ma silenziosamente intriganti.
Mi piace vedere che per loro, essere è immensamente più importante che apparire.
Mi piace il confronto fra la coppia tedesca e quella italiana.
Loro, i tedeschi, di norma sono così:
Lui, sandali, calzini corti, pantaloncini di pelle scamosciata, bretelle, camicia a quadretti, guance rosso fuoco, capelli biondi ed un panza che pare un barile di birra in pressione.
Lei, esattamente come lui ma con due poppe enormi sinuosamente appoggiate sulla pancia e birra in mano.
La coppia di Italiani a Garmish invece, di norma, si presenta così:
Lui, borsellino a tracolla, maglietta rigorosamente della BMW, felpa legata al collo della BMW, pantaloni perfettamente stirati sorretti da cintura mandatoriamente della BMW, scarpette da jogging della Nike, occhiali appoggiati sulla nuca e sguardo dell'uomo che non deve chiedere mai.
Lei......capelli cotonati, tinti il venerdì per essere perfetti il sabato, truccata come una fotomodella, camicetta rigorosamente bianca sbottonata per far si che si noti il taglio del seno ( rifatto ), cintura minimalista in pelle, jeans con inserti in Swarovski, scarpa tacco 13 ed in mano, al posto della birra, una borsetta Louis Vuitton ( non so neppure se si scriva così...)
Il tedesco passa ore a bere e parlare senza che ti accorgi neppure che esista.
L'italiano è ubriaco alla prima birra e per far si che qualcuno lo noti deve fare casino, per forza.....
Finito lo shopping, fingendoci tedeschi, scimmiottando qualche parola nella loro lingua ed approfittando della tinta giallastra dei capelli e del colorito biancastro della pelle, svicoliamo fra gli stand salutando gli amici viaggiatori ( non italiani ).
Da quando ho iniziato a scrivere questo post sono passate alcune manciate di secondi, siamo più vicini alla partenza e magari, dico magari, mi sarò inimicato qualche italiano .....
Ma che importa, l'importante anche per me è essere......
Ed io sono così !
Un piccolo, insignificante, imperterrito e sincero uomo del mondo, n'è italiano, n'è tedesco .....solo ed unicamente Gianni.